Quel circuito abbandonato sul Po

Morano, un circuito abbandonato Sul Po
Immaginiamo di trovarci a Morano sul Po, un piccolo comune in provincia di Alessandria, e avere una macchina del tempo: se potessimo tornare indietro di una cinquantina d’anni ci troveremmo di fronte ad una cittadina che per mezzo decennio è stata luogo di grandi eventi del motorsport. Qui sorgeva, infatti, un
piccolo circuito automobilistico che dal 1973 al 1977 ha ospitato numerose gare di diversi campionati europei, tra i quali spiccano il campionato italiano di Formula 3, il campionato europeo interserie e diversi campionati svizzeri; queste gare, insieme a molte sessioni di test, hanno visto protagonisti anche come ospiti molti piloti di calibro internazionale come Juan Manuel Fangio, Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni (che hanno corso sul circuito da campioni del mondo di Formula Uno), Lella Lombardi (l’unica pilota donna capace di conquistare dei punti nel massimo campionato automobilistico), un giovane Nelson Piquet e tantissimi altri, i quali, nel loro piccolo, hanno lasciato un po’ di gomma sull’asfalto di Morano.

Migliaia di persone giungevano sul posto ogni anno per poter vedere da vicino il mondo del motorsport, ma la domanda che molti si ponevano era: perché costruire un circuito a Morano? Mario Martinotti, esperto ed appassionato di automobilismo, frequentava regolarmente il circuito e ha saputo fornire una risposta alla domanda: sul tramonto degli anni ‘60, un gruppo di piloti casalesi, dopo aver corso su piste in terra battuta, aveva individuato questa zona per costruire un autodromo dove poter correre liberamente con le proprie
vetture turismo e da quest’idea è nato poi il progetto di ospitare rinomati campionati europei.

Se da un lato il circuito portava gioia e vita ad una piccola cittadina, dall’altro gli abitanti dei paesi circostanti erano sottoposti al rumore assordante dei motori in pista; nell’agosto del ’77 venne dunque decretata la chiusura permanente e parte del circuito venne resa inagibile.

Oggigiorno la pista è stata acquistata da privati e talvolta viene riaperta per i raduni di auto storiche, ma recentemente è stata utilizzata per girare delle scene del film “Ferrari” in uscita quest’anno e per questo motivo è stata riasfaltata interamente. Le speranze per la riapertura del circuito sono minime, ma
l’impegno del sindaco di Morano, insieme alla DimSport e al ricordo di Mario Martinotti, è quello di riportare in vita quello che è uno degli ultimi ricordi del motorsport piemontese e perciò non resta che sperare di poterlo rivedere gremito di tifosi per manifestazioni rispettose verso tutti.

Si ringraziano per la collaborazione il comune di Morano Po e il Sindaco Luca Ferrari insieme a Mario
Martinotti, che ha fornito dei tasselli fondamentali per la riuscita dell’articolo.

L’autodromo di Morano oggi

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